"La storia di un posto straordinario passa attraverso la continuità delle presenze che,
indipendentemente dal susseguirsi di varie religioni, gli riconoscono un’identità sacrale,
che avrà sempre le stesse caratteristiche. Piccoli santuari lungo i fiumi, vicino ad uno stagno,
negli anfratti di una caverna, alle radici di una grossa quercia, nei pressi di una sorgente,
su una collina dominante una valle, ereditati dai millenni, accolsero quasi sempre e soltanto
divinità materne della fecondità e della fertilità. La Grande Madre, ma anche la Strega che la rappresenta,
è presente ovunque.
Erbe sacre, terapeutiche, salutari, alberi della vita, alberi cosmici, alberi come dimora delle divinità
le cui radici affondano nel ventre della Madre Terra per filtrare ed assorbire i liquidi vitali,
fino ad arrivare alle sue vene più profonde, custodite e benedette da spiriti ctonii,
fanno parte del sistema di sicurezza del gruppo.
Attraverso questi segni sparsi sul territorio viene a comporsi e a mantenersi nel tempo
la somma dei simboli che dà senso all’esistenza di una comunità."
Michela Zucca, "Madri e madonne delle montagne", 1999